Il contenuto del servizio Mconline.it è
copyright di Ediman srl.
Mconline.it è un marchio di Ediman srl.
E' vietata la riproduzione anche parziale.
P.I. 09837850156
01/02/2010
congressuale
Ecm: Zona scrive al Ministro Brambilla
I congressi medico-scientifici sono nuovamente a rischio di blocco secondo il presidente di Federcongressi Alcune norme del recente regolamento applicativo per il nuovo sistema Ecm potrebbero avere gravi ripercussioni etiche, organizzative ed economiche. È quanto afferma Paolo Zona, presidente di Federcongressi, in una lettera al Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla. In particolare sono due le criticità rilevate nel regolamento (disponibile sul sito del Ministero della Salute): la norma secondo cui il reclutamento dei partecipanti a un evento formativo debba essere svolto solo dai provider senza alcuna interferenza da parte dello sponsor e la norma che prevede che il provider sarebbe tenuto alla massima riservatezza sui dati dei partecipanti, di cui non potrebbe fornire l’elenco allo sponsor. «Tale provvedimento – si legge nella missiva di Zona –
destituisce di ogni forma di applicabilità quanto disposto dall’art. 124 del vigente Decreto Legislativo 219/2006, che consente ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta di partecipare, con oneri di ospitalità a carico delle aziende farmaceutiche, esclusivamente a convegni e corsi formativi accreditati Ecm». «Dati storici inoppugnabili – continua la lettera – dimostrano che la quasi totalità dell’attività congressuale e formativa in campo medico-scientifico è sostenuta economicamente dalle aziende farmaceutiche: qualsiasi tipo di intervento che misconosca e mortifichi investimenti sulla formazione e l’aggiornamento degli operatori sanitari (...) significherebbe ridurre drammaticamente l’impatto positivo sulla qualificazione della Sanità del nostro Paese. Il conseguente blocco delle
attività congressuali e formative avrebbe, inoltre, ripercussioni altrettanto
drammatiche sull’intera filiera della meeting industry, e in particolare sull’indotto alberghiero-turistico che vedrebbe, ancora una volta, l’Italia penalizzata nei confronti della concorrenza estera».